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Evidenze - Tecnica chimney nell'aneurisma juxtarenale dell'aorta (Ch-EVAR)

  1. Sintesi della letteratura

    La cosiddetta tecnica chimney per il trattamento endovascolare degli aneurismi aortici con coinvolgimento dei vasi renoviscerali è stata descritta per la prima volta nel 2003 come procedura di "bailout" e nel 2007 è stata ulteriormente sviluppata come procedura terapeutica endovascolare alternativa [1, 2]. Le prime serie con più di cinque casi addominali sono state riportate da Ohrlander et al. nel 2008, da Hiramoto et al. nel 2009 e da Donas et al. nel 2009 [3, 4, 5]. Le pubblicazioni dimostrano la fattibilità della procedura con buoni risultati in termini di morbilità e mortalità a 30 giorni.

    Nel 2013 due centri hanno riportato i risultati di un follow-up con angio-TC a 24 mesi in 124 pazienti ad alto rischio, nei quali gli aneurismi pararenali erano stati esclusi con successo nel 90 % dei casi mediante tecnica chimney [6]. In un ulteriore studio bicentrico è stato dimostrato che anche la combinazione di due materiali differenti (stent-graft Excluder (Gore) con Viabahn (Gore) e protesi Endurant (Medtronic) con Advanta V12 (Getinge)) presenta un buon tasso di pervietà del 95 % e una bassa incidenza di endoleak di tipo Ia (2 %) [7]. Allo stesso risultato è giunto anche uno studio in vitro del 2012 [8].

    Numerose pubblicazioni su questo argomento sono scaturite dal registro PERICLES („Collected World Experience About the Performance of the Snorkel/Chimney Endovascular Technique in the Treatment of Complex Aortic Pathologies“). Nel 2015 è stata così pubblicata la più ampia esperienza mondiale su questa tecnica, basata su 517 casi. Il tasso di pervietà dei chimney-graft era del 94,1 % e la regressione del diametro degli aneurismi trattati era in media di 6,5 cm. Per ridurre al minimo il rischio di endoleak, il gruppo la creazione di una nuova zona di landing di 20 mm [9]. Nel frattempo dal registro sono scaturite numerose ulteriori pubblicazioni [10-19].

    La comparsa di endoleak di tipo Ia è stata considerata da alcuni autori il „tallone d'Achille“ del trattamento chimney [20]. Si distinguono endoleak „high flow“ (HF) e „low flow“ (LF). Nell'HF il mezzo di contrasto fuoriesce all'esterno del graft aortico immediatamente dopo l'applicazione, mentre nell'LF solo con marcato ritardo, nella fase tardiva dopo l'applicazione del mezzo di contrasto. Gli studi dimostrano che gli endoleak LF dopo breve tempo non sono più presenti e pertanto non hanno rilevanza clinica [21 - 24]. A un risultato analogo giunge uno studio di Zurigo (trattamento conservativo con controllo TC ravvicinato) [25]. Negli endoleak HF sussiste invece un'indicazione assoluta all'intervento.

Studi attualmente in corso su questo argomento

Prospective Study for Aortic Arch Therapy With stENt-graft for Chimney technologY(PATENCY)Chimney E

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